Le chiese meno visitate dell'Oltrarno: guida pratica
Nella graduatoria non ufficiale di cosa vedere a Firenze, il Duomo, gli Uffizi e l’Accademia dominano le prime posizioni. Il risultato è che queste tre strutture raccolgono milioni di visitatori ogni anno, mentre chiese con opere di uguale o maggiore rilevanza restano quasi vuote. Non perché siano secondarie, ma perché sono nell’Oltrarno.
Santa Felicita, Santo Spirito, Santi Apostoli: nessuna ha il biglietto obbligatorio, nessuna ha la fila. Il Pontormo di Santa Felicita è considerato uno dei capolavori assoluti del Manierismo italiano; il progetto di Brunelleschi per Santo Spirito è studiato nelle università di architettura di tutto il mondo. Queste chiese si visitano in silenzio, con calma, seduti sulle panche se si vuole.
Santa Felicita: il Pontormo che i turisti non vedono
Santa Felicita si trova in Piazza di Santa Felicita, a 60 metri dal Ponte Vecchio in direzione Oltrarno. La chiesa esiste in questo luogo dall’IV secolo, quando una comunità cristiana siriana si stabilì nell’area. L’edificio attuale è in gran parte settecentesco, con una ristrutturazione completata nel 1739 su progetto di Ferdinando Ruggieri.
L’elemento che rende Santa Felicita essenziale è la Cappella Capponi, a destra entrando dall’ingresso principale. Jacopo Pontormo la affrescò e vi collocò due tavole tra il 1525 e il 1528: la Deposizione dalla Croce e l’Annunciazione. La Deposizione, un olio su tavola di 313 × 192 cm, usa una tavolozza cromatica che non ha precedenti nel Rinascimento fiorentino: rosa cipolla, azzurro ceruleo, arancio, verde acido. Le figure sono contorte, senza un punto di appoggio fisso al suolo, come sospese in un momento fuori dal tempo. Non c’è croce nel dipinto: solo i corpi, il dolore, e quella luce fredda e irreale.
Per vedere bene il dipinto serve la luce artificiale: nell’angolo a destra dell’ingresso della cappella ci sono distributori per monete da un euro. L’illuminazione dura tre minuti. Orari: tutti i giorni 9:30-12:00 e 15:30-18:30. Ingresso gratuito. Distanza da Via Pisana 191: 1,4 km, circa 18 minuti a piedi.
Santi Apostoli: la chiesa più antica del centro
Santi Apostoli occupa Piazza del Limbo, una piazza piccola raggiungibile da Lungarno Acciaiuoli attraverso Via Por Santa Maria. La tradizione popolare, alimentata da una leggenda medievale, attribuisce la fondazione della chiesa a Carlo Magno nell’800. La documentazione storica certa risale all’XI secolo, e questo basta a renderla una delle chiese più antiche del tessuto urbano fiorentino.
L’interno a tre navate è diviso da colonne di granito verde della Lunigiana, materiale che non veniva più usato nelle costruzioni fiorentine dal III-IV secolo: le colonne sono con ogni probabilità spoglie di edifici romani. La navata ha proporzioni romaniche, larga, bassa, con archi a tutto sesto, e non ha subito le trasformazioni barocche che alterarono la maggior parte delle chiese fiorentine tra il XVI e il XVIII secolo. È uno spazio raro per integrità architettonica.
Il nome della piazza, “del Limbo”, deriva dalla pratica medievale di seppellire i bambini morti prima del battesimo all’esterno della chiesa consacrata, in un’area liminale tra sacro e profano. La topografia del nome è precisa. Orari: 10:00-12:00 e 15:00-18:00. Chiusa domenica mattina. Ingresso gratuito. Distanza da Via Pisana 191: 2,1 km, circa 26 minuti a piedi.
Santo Spirito: la sintesi di Brunelleschi
Santo Spirito occupa l’omonima piazza al centro dell’Oltrarno. La basilica fu progettata da Filippo Brunelleschi poco prima della sua morte, avvenuta nel 1446: il cantiere aprì nel 1444 e fu terminato nel 1487, quarant’anni dopo la morte dell’architetto, con alcune modifiche rispetto al progetto originale.
La navata centrale è organizzata da 35 cappelle semicircolari che formano un perimetro continuo attorno all’intera pianta. Le proporzioni seguono un sistema modulare rigoroso: il diametro delle colonne determina le campate delle navate, l’altezza degli archi, la larghezza delle cappelle. L’effetto è un interno in cui nessun elemento sembra arbitrario. Gli studiosi di teoria dell’architettura citano Santo Spirito come l’applicazione più coerente del sistema proporzionale rinascimentale a una struttura religiosa di grandi dimensioni.
La facciata è incompleta: il piano superiore rimase privo di rivestimento lapideo, e oggi presenta un intonaco semplice. Brunelleschi aveva previsto quattro porte; ne fu aperta una sola. Nella Sacrestia Gondi, accessibile dalla navata sinistra, si trova un Crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo, prodotto intorno al 1492 quando aveva circa diciassette anni. È di piccole dimensioni, collocato in una nicchia: non è il tipo di opera che attira code, ma è autentico. Orari: lunedì, martedì, giovedì 9:30-12:30 e 15:00-18:00; venerdì-sabato 9:30-12:30 e 15:00-17:30; domenica solo funzioni. Ingresso gratuito.
Come collegare le tre chiese in una mattina
Le tre chiese si visitano in sequenza con un percorso di meno di 2 km. Partenza da Santa Felicita alle 10:00, appena aperta: la cappella Capponi è quasi sempre deserta nelle prime due ore. Da Santa Felicita, via Por Santa Maria porta a Santi Apostoli in 8 minuti a piedi, circa 600 metri. Da Santi Apostoli, via Petriolo e via dei Serragli portano a Santo Spirito in 10 minuti, circa 700 metri.
Il percorso totale richiede un’ora e mezza di visita più i trasferimenti a piedi: si è a Santo Spirito per le 12:00-12:30, con Piazza Santo Spirito a disposizione per un caffè da Bar Ricchi (numero 8 della piazza, espresso 1,10 euro) prima del pranzo. In luglio e agosto è consigliabile portare una borraccia d’acqua: le chiese non sono climatizzate.
Una nota sugli orari: gli orari indicati sono quelli del 2026, ma le chiese cattoliche modificano gli accessi durante le celebrazioni. In agosto, molte chiese sospendono l’apertura pomeridiana. Verificare sui siti diocesani o chiamare prima se si pianifica una visita specifica.
Dove soggiornare
Le tre chiese si trovano nel cuore dell’Oltrarno e nei suoi margini nord: Santa Felicita è a 18 minuti da Via Pisana 191, Santo Spirito a 12 minuti, Santi Apostoli a 26 minuti. Da De’ Medici si possono visitare tutte e tre in una mattina senza mezzi pubblici, e tornare nel quartiere per il pranzo.