L'arte delle cornici dorate: i corniciai dell'Oltrarno
Le grandi istituzioni museali di tutto il mondo, il Metropolitan, il Louvre, la National Gallery di Londra, commissionano ancora oggi a Firenze il restauro e la riproduzione delle cornici dorate che contengono i loro dipinti. Non è nostalgia: è perché la tecnica sviluppata nei laboratori fiorentini tra il XIV e il XVI secolo non ha equivalenti meccanici soddisfacenti. Una vernice dorata e una doratura a foglia d’oro con brunimento ad agata producono superfici fisicamente diverse, distinguibili anche da chi non è un esperto.
Nell’Oltrarno questa tradizione non è sopravvissuta nei musei o nei libri di storia dell’arte: sopravvive in botteghe aperte, con artigiani che lavorano sugli stessi tavoli dei loro predecessori. Non sono molte, tra sei e dieci botteghe specializzate a Firenze, ma esistono.
La tecnica della doratura a foglia
Il processo di produzione di una cornice dorala ha cinque fasi principali. Si parte dal supporto in legno, quasi sempre tiglio o abete bianco: legni leggeri con fibra regolare, facili da intagliare e stabili nel tempo. Il cornicciaio costruisce la sagoma della cornice con giunzioni a 45 gradi, poi applica il profilo (la sezione trasversale decorata) mediante intaglio o stampi in stucco.
La seconda fase è la preparazione con gesso: più strati di gesso bolognese mescolato a colla animale (colla di coniglio o pelle bovina) vengono applicati a pennello e poi levigati. Questo strato, che può raggiungere 3-5 mm di spessore, è la base su cui si intagliano i dettagli decorativi più fini e su cui poi si deposita l’oro.
La terza fase è l’applicazione del bolo: un’argilla fine di colore rosso-arancio (bolo armenico) o grigio-nero mescolata a colla animale, stesa in due o tre strati sul gesso. Il bolo ha una funzione duplice: crea uno strato leggermente poroso che trattiene la foglia d’oro, e determina il colore di fondo che emerge attraverso la foglia sottile, influenzando la tonalità calda o fredda della doratura.
La quarta fase è la doratura vera e propria. La foglia d’oro, spessa meno di 0,1 micron, prodotta battendo lingotti d’oro fino tra fogli di pelle animale per ore, viene trasportata su un cuscino di pelle riempito di sabbia, tagliata con un coltellino, e depositata sulla superficie umida con un pennello di pelo di scoiattolo. La foglia aderisce per tensione superficiale. L’intera operazione si svolge senza correnti d’aria, che potrebbero far volare la foglia.
La quinta fase è il brunimento con pietra d’agata: una pietra semiprezioso levigata, montata su un manico di legno, viene strofinata sulla foglia ancora fresca in movimenti circolari. La compressione lucida e compatta la foglia contro il bolo, producendo la lucentezza caratteristica. Le zone non brunite restano opache. La combinazione di aree lucide e opache dà profondità alla superficie dorata.
Le botteghe ancora attive nell’Oltrarno
Artigianato Cornici Firenze in Via dei Serragli 38r è una delle botteghe più attive nel quartiere per la produzione di cornici classiche su commissione. Lo spazio è piccolo: due tavoli, una serie di profili appesi alle pareti, scaffali con boli e gessi. La produzione è interamente su commissione. Non si entra per comprare una cornice già fatta, si entra per ordinare.
Paolo Baroni Doratore, in Via Maggio 29r, è un laboratorio specializzato in doratura e restauro. Baroni lavora sia per privati che per istituzioni, con un curriculum che include restauri per musei fiorentini. L’accesso durante gli orari di lavoro è possibile per chi vuole vedere il processo; basta bussare.
Laboratorio Zecchi, in Via dello Studio 19r (vicino al Duomo, 20 minuti dall’Oltrarno), non è un cornicciaio ma è il principale fornitore di materiali per la doratura a Firenze. Qui si comprano foglie d’oro (in libretto da 25 foglie, prezzi dai 18 ai 80 euro secondo il titolo dell’oro), boli in vari colori, gessi, colle animali, pietre d’agata. È anche un punto di informazione: il personale conosce tutti i corniciai attivi della città.
Lungo Via Borgognissanti e le traverse di Via Palazzuolo, ai margini ovest dell’Oltrarno, ci sono altre botteghe di corniciai meno visibili dall’esterno, spesso identificabili dall’odore di colla calda e dalla polvere d’oro sulle finestre.
Commissionare una cornice: il processo
Chi vuole commissionare una cornice artigianale deve portare le misure dell’opera in centimetri: larghezza e altezza del supporto (non del dipinto visibile, ma del supporto fisico, tela, tavola, carta). La luce interna della cornice sarà adattata alla dimensione del supporto.
Il cornicciaio mostrerà una serie di profili, la sezione trasversale della cornice, e proporrà quelli storicamente appropriati per il periodo dell’opera o stilisticamente coerenti con la destinazione d’uso. Per un dipinto del XVII secolo è appropriato un profilo barocco con ovoli e foglie; per un contemporaneo può essere indicata una cornice più sobria con oro lucido su profilo liscio.
Il preventivo include legno, gesso, bolo, foglia d’oro e lavorazione. Una cornice di formato piccolo (30×40 cm) con doratura semplice parte da 150-180 euro nel 2026. Un formato medio (50×70 cm) con ornamentazione classica richiede tra 400 e 650 euro. Cornici di grandi dimensioni con intagli complessi superano facilmente i 1.000 euro. I tempi di consegna standard sono 4-6 settimane.
Il restauro delle cornici antiche
Il restauro è spesso richiesto per cornici di dipinti di famiglia o per acquisti da case d’aste con cornici danneggiate. I danni tipici sono: oro abraso in punti di contatto frequente, gesso mancante in zone con botta, screpolature del bolo sotto la foglia.
Il processo di restauro inizia con la valutazione dello stato di conservazione: il cornicciaio identifica le zone danneggiate, stabilisce se la doratura originale è parzialmente recuperabile o va rifatta, e preventiva il lavoro. Un restauro parziale su una cornice con piccoli danni localizzati può costare 80-200 euro. Un restauro completo di una cornice di medie dimensioni con oro da sostituire integralmente si avvicina al prezzo di una cornice nuova.
Una nota importante: il restauro di una cornice originale del XVII o XVIII secolo con materiali e tecniche corretti ha un valore conservativo e commerciale che una cornice nuova non può avere. Se il pezzo ha un valore artistico, il restauro è preferibile.
Dove soggiornare
Le botteghe dei corniciai dell’Oltrarno si trovano lungo Via dei Serragli, Via Maggio e le strade adiacenti, tutte a meno di 20 minuti a piedi da Via Pisana 191. Visitare un laboratorio di doratura, anche solo per osservare il processo, richiede il tipo di disponibilità di tempo che si ha quando si alloggia nel quartiere. De’ Medici è a distanza pedonale da tutti i laboratori descritti in questa guida.