I luoghi di Dante a Firenze: itinerario nell'Oltrarno
Dante Alighieri nacque a Firenze nel 1265, nel quartiere tra Piazza Santa Croce e il Duomo, in un’area oggi occupata da Via Dante Alighieri e dalle strade adiacenti. Morì a Ravenna il 14 settembre 1321, in esilio, senza aver mai rimesso piede nella città che lo aveva bandito con un decreto del 27 gennaio 1302, sotto pena di morte per rientro non autorizzato.
Questo rapporto, nascita e formazione a Firenze, esilio definitivo, morte lontano, è la chiave per capire cosa si trova e cosa non si trova a Firenze cercando Dante. Non c’è una casa originale, non ci sono oggetti personali, non c’è una tomba. C’è una città medievale parzialmente conservata, una topografia che coincide con quella delle sue opere, e un museo del Novecento costruito dove si presume si trovassero le case della sua famiglia.
Il quartiere medievale: la topografia di Dante
Il quartiere natale di Dante era il sestiere di San Pier Maggiore, nella Firenze medievale divisa in sei sestieri. Corrispondeva all’area compresa tra l’attuale Via del Proconsolo, Via Dante Alighieri, Via Santa Margherita e Borgo degli Albizi. Era il quartiere delle famiglie guelfe bianche, la fazione a cui gli Alighieri appartenevano.
Via Dante Alighieri, nome attribuito nell’Ottocento, non medievale, è una strada stretta, senza marciapiede, con palazzi costruiti a ridosso. La topografia medievale è leggibile: la larghezza della carreggiata, l’andamento irregolare delle facciate, la dimensione delle aperture al piano terra rispettano ancora le proporzioni della Firenze del Duecento. Non è la strada immutata di settecento anni fa, ma la struttura urbana è quella.
Il percorso tra i luoghi danteschi principali è un circuito di circa 1,5 km che parte dalla Casa di Dante in Via Santa Margherita 1, passa per il Battistero di San Giovanni in Piazza del Duomo, scende verso il Bargello in Via del Proconsolo 4, e risale a Santa Croce in Piazza Santa Croce. Fatto al mattino presto, prima delle 9:00, le strade sono silenziose e le dimensioni medievali sono più percepibili.
La Casa di Dante: un museo del 1911
La Casa di Dante si trova in Via Santa Margherita 1, a 150 metri dalla cattedrale. L’edificio attuale fu costruito nel 1911 su iniziativa del Comune di Firenze, che volle creare un monumento all’esiliato più famoso della letteratura italiana. Non è la casa dove Dante nacque e visse: è una ricostruzione novecentesca nel sito in cui si suppone si trovassero le case della famiglia Alighieri nel Medioevo. Le strutture originali erano state demolite secoli prima.
Il museo all’interno (biglietto 4 euro nel 2026, aperto tutti i giorni 10:00-18:00) ha un allestimento aggiornato nel 2021 con pannelli illustrativi, riproduzioni di manoscritti trecenteschi, una sezione sulla Firenze medievale e una serie di illustrazioni della Divina Commedia da diverse epoche. Per chi non ha familiarità con il contesto storico, vale il biglietto come introduzione. Per chi già conosce l’opera e il periodo, il museo non aggiunge molto.
La chiesa di Santa Margherita de’ Cerchi, 30 metri più avanti nella stessa strada, è la vera struttura medievale del quartiere. È una chiesa piccola, romanica, risalente all’XI-XII secolo, aperta gratuitamente. Qui, secondo la tradizione riportata da Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante (1351), Dante avrebbe incontrato Beatrice Portinari per la prima volta. L’identificazione di Beatrice come Bice di Folco Portinari, figlia di un banchiere fiorentino vicino di casa degli Alighieri, è una ricostruzione di Boccaccio, non un dato documentato. Dentro la chiesa ci sono sempre bigliettini lasciati dai visitatori in omaggio a Beatrice.
Il Battistero di San Giovanni
Il Battistero è il luogo dantesco più inequivocabilmente documentato: Dante vi fu battezzato, probabilmente nel 1265 o 1266. Nell’Inferno, canto XIX, lo chiama con una formula affettuosa: “il mio bel San Giovanni”. Il Battistero nella Firenze medievale non era solo un edificio religioso ma il centro simbolico dell’identità civica fiorentina: tutti i cittadini di Firenze erano battezzati lì.
L’edificio che si vede oggi è in gran parte dell’XI-XII secolo, con il rivestimento marmoreo bianco e verde di Prato aggiunto gradualmente tra il XII e il XIV secolo. Le porte bronzee di Andrea Pisano (1330-1336) sono quelle che Dante avrebbe visto: si trovano sul lato sud, meno visibile della piazza, spesso tralasciate dai visitatori in favore delle porte del Ghiberti sul lato nord. Le porte di Pisano hanno 28 pannelli con scene del Battista e delle Virtù cardinali; la qualità scultorea è alta e il livello di conservazione è buono.
Orari: lunedì-venerdì 8:15-10:15 e 11:15-19:30; sabato 8:15-19:30; domenica 8:30-13:30. Biglietto 5 euro singolo, incluso nel biglietto integrato del complesso del Duomo a 18 euro (valido anche per Cattedrale, Cupola di Brunelleschi, Campanile, Museo dell’Opera).
Santa Croce e il cenotafio vuoto
Santa Croce è la chiesa funeraria di Firenze. Michelangelo vi è sepolto (dal 1574, tomba sul lato destro), Galileo Galilei (dal 1737, riesumato e risepolto, sul lato sinistro), Niccolò Machiavelli (dal 1787), Vittorio Alfieri (1804), Ugo Foscolo (1871). Dante non è sepolto qui.
Il cenotafio di Dante, sul lato sinistro della navata entrando, fu commissionato dal Comune di Firenze allo scultore Stefano Ricci e inaugurato nel 1829. È una tomba vuota: un monumento commemorativo senza spoglie. Il Comune di Ravenna si è sempre rifiutato di restituire il corpo di Dante a Firenze, con un argomento che i ravennati sostengono con una certa soddisfazione: Ravenna accolse Dante nei suoi ultimi anni di vita, lo trattò con rispetto, lo seppellì con onori. Firenze lo esiliò e lo condannò a morte. La questione del rimpatrio delle spoglie è stata sollevata periodicamente, l’ultima volta nel 2008, e ogni volta Ravenna ha rifiutato.
La tomba vera di Dante si trova a Ravenna nella Zona Dantesca, complesso che include la tomba, la chiesa di San Francesco (dove fu celebrato il funerale nel 1321) e il Museo Dantesco. Il treno Firenze-Ravenna dura circa 2 ore e 45 minuti con cambio a Bologna; il costo è circa 15-20 euro. Orari di Santa Croce: lunedì-sabato 9:30-17:30; domenica 14:00-17:30. Biglietto 8 euro.
Leggere Dante camminando per la città
Le opere di Dante contengono riferimenti geografici fiorentini precisi. La Vita Nuova (1293-1295 circa), il libretto giovanile che narra dell’incontro con Beatrice, è ambientata nelle strade del centro medievale: Dante descrive passeggiate, cerimonie funebri, incontri fortuiti in luoghi identificabili. La lettura della Vita Nuova prima di una visita ai luoghi del quartiere dantesco aggiunge una dimensione che nessuna guida può sostituire: il testo è accessibile, circa 100 pagine, e descrive la città di fine Duecento con la precisione di chi la abitava.
Nella Divina Commedia il riferimento fiorentino più diretto è nel canto X dell’Inferno: Dante incontra Farinata degli Uberti tra le tombe ardenti dei Ghibellini. Farinata è il capo della fazione avversa alla famiglia di Dante. Il dialogo è secco, politico, senza concessioni sentimentali. Per capirlo serve conoscere la divisione tra Guelfi e Ghibellini, poi tra Guelfi bianchi e neri, che lacerò Firenze tra il 1260 e il 1303. I libri di Alessandro Barbero su Dante e sul Medioevo fiorentino forniscono il contesto in forma divulgativa.
Dove soggiornare
Il percorso dantesco, Casa di Dante, Battistero, Bargello, Santa Croce, si svolge interamente nel centro storico nord, a 15-25 minuti a piedi dall’Oltrarno. La Santa Croce dista 2,5 km da Via Pisana 191, circa 30 minuti a piedi. Da De’ Medici si raggiunge l’intero percorso in una mattina, con il vantaggio di tornare nel quartiere per il pranzo senza riattraversare tutto il centro.