Guida pratica per fotografare l'Oltrarno di Firenze
Firenze è una delle città più fotografate al mondo. Su Instagram ci sono oltre 20 milioni di post con il geotag “Firenze”. Questo significa che qualsiasi immagine del Duomo, del Ponte Vecchio al tramonto o della cupola di Brunelleschi è già stata prodotta milioni di volte in condizioni simili, con attrezzature simili.
Non è un problema se l’obiettivo è documentare la visita. È un problema se si vuole tornare con fotografie che dicono qualcosa di specifico. L’Oltrarno offre un approccio alternativo: le strade sono più strette, la vita di quartiere è ancora presente, la luce si comporta diversamente nelle viuzze che corrono tra palazzi del XV e XVI secolo. Con un po’ di metodo si producono immagini che non assomigliano a quelle di nessun altro.
I punti di vista principali: oltre il Piazzale Michelangelo
Il Piazzale Michelangelo è il belvedere più noto di Firenze. La vista verso nord comprende il centro storico con la cupola, il campanile di Giotto, la torre di Palazzo Vecchio, il profilo dell’Appennino sul fondo. È una composizione codificata: qualsiasi fotografia scattata dal parapetto centrale assomiglia a tutte le altre.
Per ottenere qualcosa di diverso dallo stesso Piazzale: spostarsi verso i due belvedere laterali, meno frequentati, dove la prospettiva è leggermente angolata e i pini marittimi del viale entrano nell’inquadratura come elementi di primo piano. Oppure scattare dal giardino dietro il parcheggio, guardando verso est con la basilica di San Miniato al Monte in primo piano e la città sullo sfondo.
Il sagrato di San Miniato al Monte, 300 metri più in alto per via di San Salvatore al Monte, offre una prospettiva più arretrata e più alta del Piazzale. La città appare più piccola, ma il colore della facciata marmorea bianca e verde della basilica crea un primo piano con texture forte. Il sagrato è quasi sempre deserto, anche in agosto.
Il Belvedere di Via San Leonardo si raggiunge da Via di Belvedere e da Via San Leonardo, salendo verso Forte Belvedere. Dalla strada si vedono i giardini privati dei palazzi dell’Oltrarno alto, con Palazzo Pitti come sfondo e il centro storico ancora più in alto. La prospettiva è semi-aerea ma a livello umano, senza l’effetto panoramico piatto del Piazzale.
Le ore migliori per stagione
La qualità della luce varia significativamente con la stagione. In estate (giugno-agosto) il sole sorge prima delle 6:00 e tramonta verso le 21:00. La finestra del golden hour mattutino è tra le 6:00 e le 7:15: luce bassa, calda, laterale, con ombre lunghe che esaltano la texture della pietra serena. Il golden hour serale è tra le 20:00 e le 21:00. Mezzogiorno è inutilizzabile per le strade: luce verticale, ombre violente, contrasti estremi.
In autunno (settembre-novembre) le condizioni migliorano per i fotografi. Il sole sorge alle 7:00-7:30 in ottobre, tramonta alle 18:30-19:00. La luce è più bassa anche a metà mattina, e il colore è più dorato. Le mattine nebbiose di ottobre e novembre producono condizioni speciali: la nebbia bassa ristagna nell’Arno e nelle strade vicino al fiume, mentre le parti alte del quartiere (verso San Miniato) emergono dalla nebbia con luce diretta. Questi momenti durano 30-60 minuti e richiedono di essere già in posizione all’alba.
In inverno (dicembre-febbraio) la luce è bassa per tutta la giornata. Questo è paradossalmente favorevole: anche a mezzogiorno le ombre sono lunghe, la texture dei muri è enfatizzata, i colori dell’intonaco sono ricchi. Le strade sono meno affollate, il che semplifica la fotografia di architettura senza figure umane indesiderate.
Le strade più fotogeniche dell’Oltrarno
Via Toscanella è una delle strade più strette del quartiere: le facciate si avvicinano tanto che la luce solare diretta arriva solo per pochi minuti al giorno, all’ora del meridiano in estate. Questa condizione crea una luce diffusa costante, senza ombre dure, favorevole per la fotografia di dettagli architettonici.
Via dei Coverelli ha un arco sopraelevato che collega due edifici a metà percorso. L’arco crea una composizione con il “tunnel” in primo piano e la prospettiva della strada che si apre oltre. Questa struttura, soggetto in primo piano che inquadra la scena sullo sfondo, funziona per la fotografia perché dà profondità tridimensionale a un’immagine bidimensionale.
Piazza della Passera è una micro-piazza di 30 × 40 metri circa, con una fontana al centro e palazzi su quattro lati. Le proporzioni della piazza, quasi quadrata, con edifici di altezza uniforme, creano una composizione equilibrata che funziona da qualsiasi angolo. La mattina presto la piazza è deserta; dopo le 10:00 compaiono sedie e tavolini dei due bar.
Via dell’Orto, nel sestiere del Carmine, ha ancora in parte la pavimentazione originale in lastre di pietra irregolari. I portoni dei laboratori artigiani si aprono a partire dalle 8:30: botteghe di restauratori, falegnamerie, un laboratorio di strumenti musicali. La luce mattutina entra da est e illumina diagonalmente i portoni aperti.
Trovare angoli meno frequentati
Il metodo per evitare le immagini già viste è topografico: le strade parallele a quelle principali hanno quasi sempre la stessa architettura ma meno frequentatori. Via del Leone è parallela a Via dei Serragli e la sostituisce per tre quarti del suo percorso senza sovrapporsi. Via Maffia è parallela a Via Sant’Agostino. Queste strade secondarie hanno gli stessi palazzi cinquecenteschi, gli stessi tabernacoli, le stesse mensole medievali, ma le si percorre praticamente da soli.
Fotografare verso il basso cambia completamente la prospettiva. Il selciato fiorentino in pietra arenaria sviluppa riflessi interessanti dopo la pioggia; le grate dei tombini del Comune di Firenze hanno un disegno floreale Art Nouveau riconoscibile; le soglie dei portoni hanno l’impronta di secoli di calpestio che ha levigato e scavato la pietra in modo irregolare. Sono soggetti semplici che nessuno fotografa.
La fotografia di persone al lavoro nell’Oltrarno richiede una richiesta esplicita prima di avvicinarsi. I bottai, i doratori, i restauratori che lavorano con le porte aperte sono generalmente disponibili se si chiede, molti hanno già ospitato fotografi e non è una situazione insolita. La risposta affermativa è frequente; la risposta negativa va rispettata senza insistere.
Attrezzatura e approccio
Le strade strette dell’Oltrarno favoriscono le focali medie e corte: un 28mm o un 35mm (equivalente full frame) permette di includere il contesto architettonico senza distorsioni eccessive. Un 50mm è comodo per i dettagli. Il teleobiettivo non serve per la fotografia di strada nel quartiere: le distanze sono troppo corte.
Lo smartphone fotografa bene in condizioni di luce sufficiente ma fatica nella luce bassa dei vicoli stretti. Se si porta uno smartphone, un treppiede compatto da tasca (tipo Gorilla Pod) permette di usare tempi di esposizione lunghi per le scene di bassa luce senza mossa. I treppiedi normali non si usano comodamente nelle strade strette.
Dove soggiornare
La golden hour mattutina a Firenze vale la pena di essere vista almeno una volta, ma richiede di essere già in posizione alle 6:15 in estate o alle 7:00 in autunno. Da un albergo nel centro storico con ascensore e reception, uscire a quell’ora richiede pianificazione. Da De’ Medici nell’Oltrarno si esce, si cammina dieci minuti, e si è già sul sagrato di San Miniato o sul belvedere di Via San Leonardo prima che la luce cambi.