Vista diurna dei ponti di Firenze dall'Arno verso Ponte Vecchio con le case sul ponte e il Corridoio Vasariano

Storia dei ponti di Firenze e dove vederli

I ponti di Firenze: origini romane e medievali

Il primo attraversamento stabile dell’Arno nel punto dove sorge Firenze fu costruito dai Romani intorno al I secolo a.C., durante la fondazione della colonia di Florentia nel 59 a.C. Era una struttura in legno rinforzato con pile in pietra, posizionata leggermente a ovest della posizione attuale di Ponte Vecchio. Il cardo maximus della città romana terminava in corrispondenza di questo attraversamento.

Nel Medioevo i ponti di Firenze divennero strutture economiche oltre che viarie. I commercianti pagavano una gabella per passarli. Sulle spalle dei ponti si costruivano case e botteghe: il peso vivo degli edifici aumentava la stabilità delle pile in certi tipi di costruzione. Le botteghe di Ponte Vecchio medievale erano occupate da beccai, conciatori e venditori di pollame, mestieri che potevano scaricare i rifiuti direttamente nel fiume.

L’alluvione del novembre 1333 distrusse tutti i ponti esistenti sull’Arno a Firenze in un unico evento. La ricostruzione iniziò quasi subito: nel 1345 Ponte Vecchio era già ricostruito nella forma che conosciamo oggi. Gli altri ponti seguirono nel corso dei decenni successivi. L’alluvione del 4 novembre 1966, quando l’Arno raggiunse un’altezza di quasi sei metri sopra il livello normale nella zona di Ponte Vecchio, non abbatté nessun ponte, ma causò danni alle fondamenta di diversi di essi.

Ponte Vecchio: architettura e storia

Ponte Vecchio è il solo ponte medievale sopravvissuto a Firenze. Fu costruito tra il 1333 e il 1345 su progetto attribuito a Taddeo Gaddi, pittore e architetto, allievo di Giotto. La struttura ha tre arcate in pietra; le due spalle sono le più robuste per sopportare il peso delle costruzioni soprastanti.

Le botteghe che occupano i lati del ponte ospitano oggi orefici e gioiellieri. Questo non è sempre stato così. Nel 1593 il Granduca Ferdinando I de’ Medici ordinò la cacciata dei macellai e dei conciatori che vi lavoravano, ritenendo il traffico di carni e pelli incompatibile con la dignità del Corridoio Vasariano che vi passava sopra. Gli orefici e i gioiellieri li sostituirono su concessione granducale e la concentrazione è rimasta.

Il Corridoio Vasariano fu costruito nel 1565 in soli cinque mesi su progetto di Giorgio Vasari per collegare Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti attraverso gli Uffizi e Ponte Vecchio. Passa sopra le botteghe tramite un camminamento sopraelevato visibile dall’esterno. Il corridoio è stato chiuso al pubblico per restauri per quasi vent’anni; una riapertura parziale è avvenuta nel 2023, con prenotazione obbligatoria.

I ponti del dopoguerra

Il 4 agosto 1944 le truppe tedesche in ritirata fecero saltare tutti i ponti di Firenze sull’Arno tranne Ponte Vecchio, risparmiato probabilmente per un ordine diretto di Hitler su pressione del console tedesco Gerhard Wolf. I quattro ponti distrutti erano Ponte alla Carraia, Ponte Santa Trinita, Ponte alle Grazie e Ponte San Niccolo. Le esplosioni avvennero nelle prime ore del mattino.

Ponte Santa Trinita fu ricostruito tra il 1955 e il 1958 in una replica fedele dell’originale cinquecentesco progettato da Bartolomeo Ammannati nel 1569. Le pietre originali recuperate dal fondo dell’Arno furono reintegrate nella ricostruzione. Il cantiere richiese un lavoro manuale eccezionale per ritrovare e catalogare i singoli blocchi sommersi. La statua della Primavera, una delle quattro statue stagionali agli angoli del ponte, fu rinvenuta nel 1961 con la testa mancante. La testa fu trovata nel 1961 sul fondo del fiume da un sub e ricollocata.

Ponte alle Grazie, nella sua versione attuale completata nel 1953, è una struttura moderna in calcestruzzo e acciaio che non ripropone la forma medievale dell’originale. Lo stesso vale per Ponte alla Carraia, ricostruito nel 1948: cinque arcate in pietra artificiale che mantengono le proporzioni dell’originale Trecento ma con materiali del dopoguerra.

I ponti meno conosciuti

Ponte San Niccolo è il ponte di ferro di Firenze: costruito nel 1836 come primo ponte metallico della città, fu distrutto nel 1944 e ricostruito nel 1948 nella forma di una trave continua in acciaio. È il ponte più lungo sul tratto urbano dell’Arno, con una luce di circa cento novanta metri. Lo attraversa il traffico pesante di scambio tra la riva destra e l’Oltrarno est.

Ponte Amerigo Vespucci, costruito nel 1957 all’estremità ovest del centro, è la porta d’accesso dalla stazione di Santa Maria Novella verso il Lungarno Vespucci. Prende il nome dall’esploratore fiorentino nato nel 1451 in via Borgo Ognissanti, a trecento metri dal ponte. La struttura è in cemento armato con parapetti in pietra: funzionale e senza particolari ambizioni formali.

Il Ponte alle Mosse e il Viadotto dell’Indiano si trovano a monte e a valle rispetto al centro. Il Viadotto dell’Indiano, costruito nel 1978, è la struttura più lunga sull’Arno nel tratto fiorentino: quattrocentocinquanta metri. È usato esclusivamente dal traffico veicolare della tangenziale urbana.

Come vederli dalla prospettiva migliore

La visione d’insieme dei ponti si ottiene dal Lungarno Serristori o dal Lungarno delle Grazie, sul lato dell’Oltrarno est. Da questi punti, guardando verso ovest in luce pomeridiana, si vedono in sequenza Ponte alle Grazie, Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita. La luce è frontale nelle ore tarde del pomeriggio tra aprile e settembre.

Dal Piazzale Michelangelo, a settantotto metri di quota, si vede l’Arno nel suo tratto urbano completo. Il Piazzale dista circa un chilometro da Via Pisana 191, raggiungibile a piedi in venticinque minuti salendo per via Monte alle Croci. La vista è più panoramica che dettagliata: i ponti si vedono come elementi di un paesaggio urbano piuttosto che come architetture isolate.

Dove soggiornare

Il Lungarno dell’Oltrarno è il punto di osservazione privilegiato per i ponti di Firenze. Via Pisana 191 si trova a meno di dieci minuti a piedi dal Lungarno Soderini e dal Lungarno Torrigiani. Chi vuole esplorare i ponti a piedi, dalla sponda sud, parte da una posizione ideale soggiornando al De’ Medici.