Arco gotico di Porta Romana visto da via Romana con il viale dei platani e il traffico in primo piano

Storia di Porta Romana a Firenze e il quartiere

Porta Romana: la porta più grande di Firenze medievale

Porta Romana è la più grande delle porte ancora integre nella cinta muraria medievale di Firenze. Si trova alla fine di via Romana, a circa un chilometro e duecento metri a sud-est di Via Pisana 191, raggiungibile a piedi in quindici minuti attraverso Borgo San Frediano e via dei Serragli.

La porta fu completata nel 1326 come parte della terza cerchia muraria. Questa cerchia, la più grande costruita a Firenze, fu avviata nel 1284 e racchiudeva circa seicento ettari, una superficie molto superiore alla città effettivamente abitata all’epoca. Le mura erano progettate per una popolazione che si prevedeva avrebbe raggiunto il centinaio di migliaia di abitanti: la Peste Nera del 1348 dimezzò la popolazione e quel perimetro non fu mai completamente occupato.

La struttura è alta circa venti metri con un arco a sesto acuto, fiancheggiato da due torri massicce. I materiali sono pietra arenaria estratta dalle cave dei Colli Fiorentini e mattoni cotti in fornaci locali. La porta aveva originariamente un ponte levatoio e un sistema di saracinesca, elementi difensivi che scomparirono con la perdita della funzione militare.

La costruzione: tecniche e tempi

La terza cerchia muraria fu costruita in fasi durante quasi cinquant’anni. Porta Romana fu tra le ultime porte completate: i lavori iniziarono intorno al 1320 e si conclusero nel 1326. Il cantiere impiegò centinaia di scalpellini, muratori e manodopera generica, organizzata dal Comune fiorentino attraverso contratti con capomastri privati.

Le fondamenta raggiungono circa tre metri di profondità. La tecnica costruttiva utilizza corsi alternati di pietra e mattoni nelle parti di raccordo, con pietra da taglio sulle superfici esterne di maggiore rappresentanza. Lo spessore delle mura nel corpo centrale della porta supera i due metri.

Sopra l’arco è visibile il resto di un affresco trecentesco con la Madonna e santi. L’opera è in parte scrostata per l’esposizione secolare agli agenti atmosferici, ma i contorni sono ancora identificabili. Un affresco votivo di questo tipo era presente su quasi tutte le porte urbane medievali: segnava il limite tra la città protetta e il territorio esterno.

La funzione storica della porta

Porta Romana era il punto di partenza della via Cassia verso Roma e Siena. Da qui transitavano le merci dirette a sud, panni, cuoio, prodotti alimentari, e quelle in entrata dalla Maremma, dal Lazio, dall’Umbria. Il traffico era tassato: una gabella era riscossa dai doganieri comunali su ogni carro e ogni bestia da soma che varcava l’arco.

Nel corso del Cinquecento e del Seicento la porta perse progressivamente la funzione difensiva ma mantenne quella doganale. I Granduchi Medici utilizzarono il tracciato delle mura come confine fiscale della città: tutto ciò che entrava doveva essere dichiarato e pagava dazi. Questo sistema sopravvisse fino alla fine del Granducato nel 1859.

La porta fu attraversata da numerosi personaggi storici diretti a Firenze da Roma. Nel 1560 Benvenuto Cellini tornò a Firenze passando per Porta Romana dopo anni di lavoro a Fontainebleau per Francesco I di Francia. Nella tradizione locale si dice che Napoleone Bonaparte abbia attraversato la porta nel 1796, durante la campagna d’Italia.

Il quartiere oggi

Il piazzale davanti a Porta Romana è oggi uno snodo di traffico. Convergono qui viale dei Colli, via Senese, via Romana e il raccordo verso la Certosa di Firenze. Il traffico di autocarri verso l’autostrada A1 era un problema irrisolto fino all’apertura della variante autostradale nel 2014.

A partire dall’arco verso nord, via Romana conserva un tessuto di botteghe artigiane, antiquari e studi professionali. Alcuni negozi al pianterreno dei palazzi seicenteschi e settecenteschi hanno insegne che risalgono agli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento. Non è una strada commerciale ad alto traffico: i passanti sono soprattutto residenti e studenti dell’Istituto d’Arte e del Liceo artistico nelle vicinanze.

Il Giardino di Boboli ha il suo ingresso secondario a pochi metri dalla porta, in via Romana. L’accesso da questo lato è meno frequentato rispetto all’ingresso principale di piazza Pitti. Il biglietto nel 2026 costa dieci euro (incluso il Giardino Bardini) e lo stesso tagliando vale anche per l’ingresso a Palazzo Pitti.

Come arrivarci e cosa vedere nei paraggi

Da Via Pisana 191, il percorso a piedi più diretto passa per Borgo San Frediano, via dei Serragli e poi prosegue diritto fino a piazzale di Porta Romana. Il tragitto è di circa un chilometro e duecento metri, quindici minuti a passo normale.

L’area intorno alla porta è interessante per alcuni motivi pratici: il mercato settimanale di piazzale di Porta Romana si svolge il giovedì mattina dalle 8:00 alle 13:30 ed è uno dei mercati rionali di Firenze dove si compra principalmente per necessità, non per turismo. Ortofrutticoli, casalinghi, abbigliamento a basso costo: prezzi da dieci a trenta per cento inferiori rispetto al mercato di Sant’Ambrogio.

Il museo delle Carrozze Reali, parte del complesso di Palazzo Pitti, ha l’accesso più comodo dalla direzione di via Romana. Raccoglie le carrozze di corte dei Granduchi di Toscana del Settecento e dell’Ottocento, una collezione raramente inclusa nei percorsi turistici standard ma di notevole interesse per la qualità degli oggetti.

Dove soggiornare

Porta Romana segna il confine meridionale dell’Oltrarno. Chi soggiorna in questa parte di Firenze ha accesso diretto a piedi alla porta, al Giardino di Boboli e a tutto il quartiere di San Frediano senza necessità di mezzi pubblici. Il De’ Medici si trova a meno di un chilometro e mezzo dalla porta, in posizione centrale rispetto all’intera sponda sud dell’Arno.