Storia dei Medici nell'Oltrarno: luoghi da visitare
Dalle origini mercantili al controllo della Toscana
I Medici provenivano dal Mugello, la valle appenninica a nord di Firenze. Arrivarono in città nel XIII secolo come commercianti di lana e cambiavalute. In meno di due secoli avevano costruito la banca più grande d’Europa, con filiali a Londra, Bruges, Ginevra e Roma, e controllavano de facto la politica fiorentina senza detenere formalmente alcun titolo nobiliare.
Il capostipite politico della famiglia fu Cosimo il Vecchio (1389-1464), che rientrò dall’esilio nel 1434 e ottenne un’influenza sui meccanismi repubblicani che nessun fiorentino prima di lui aveva consolidato senza un colpo di stato aperto. Suo nipote Lorenzo detto il Magnifico (1449-1492) portò la famiglia al centro della diplomazia europea, mediando tra le potenze italiane e finanziando artisti come Botticelli, Michelangelo e Leonardo.
La trasformazione definitiva avvenne nel 1532 quando Alessandro de’ Medici fu nominato Duca di Firenze. Suo cugino Cosimo I (1519-1574) gli successe nel 1537 e nel 1569 ottenne dal papa il titolo di Granduca di Toscana, riconoscimento che sancì la fine della Repubblica e l’inizio di una monarchia ereditaria. Fu Cosimo I a scegliere l’Oltrarno come sede del nuovo potere granducale.
Palazzo Pitti: acquisizione e trasformazione
Il palazzo fu commissionato nel 1458 da Luca Pitti, banchiere che voleva costruire qualcosa di più grande e imponente della dimora dei Medici in via Larga. Rimasto incompiuto per mancanza di fondi, giaceva parzialmente edificato quando Eleonora di Toledo, sposa di Cosimo I, lo acquistò nel 1549 per una cifra non documentata con precisione nelle fonti, ma stimata intorno ai 9.000 fiorini.
La facciata originale aveva sette finestre per piano. Le due ali che si vedono oggi, ciascuna con sei finestre, furono aggiunte tra il 1620 e il 1640 su progetto di Giulio e Alfonso Parigi. Un terzo ampliamento avvenne nel Settecento sotto Giuseppe Ruggieri, portando la facciata alla lunghezza attuale di 205 metri.
All’interno, i Medici accumularono una delle collezioni d’arte più ricche d’Europa. La Galleria Palatina, che occupa il piano nobile, conserva opere di Raffaello, tra cui la Madonna della Seggiola e la Madonna del Granduca, Tiziano, Rubens e Caravaggio. A differenza degli Uffizi, l’allestimento non segue un ordine cronologico ma riflette l’estetica seicentesca della camera delle meraviglie: quadri sovrapposti dal pavimento al soffitto, senza didascalie estese. Nel 2026 il biglietto cumulativo per tutti i musei del complesso costa €22.
Il Giardino di Boboli: un progetto di potere
Il giardino fu tracciato a partire dal 1549 da Niccolò Tribolo, che morì nel 1550 senza completare il lavoro. Proseguirono Bartolomeo Ammannati, Bernardo Buontalento e Giorgio Vasari. Il risultato fu il primo grande giardino all’italiana di Firenze: asse principale con prospettiva verso l’Anfiteatro, terrazzamenti geometrici, fontane monumentali.
La Fontana del Nettuno, sulla terrazza superiore, fu completata nel 1565. La Grotta del Buontalento, ricavata nella muratura a destra dell’ingresso principale, è una delle architetture più curiose del Rinascimento: pareti ricoperte di stalattiti artificiali, pastori e animali in pietra che emergono dalle rocce simulate, e nell’ultima camera un Paride con Elena di Giambologna, spostato qui nel 1910 dall’originale collocazione. La grotta era usata per banchetti estivi.
Il giardino ha una superficie di 45.000 mq e un dislivello di circa 30 metri tra l’ingresso e il punto più alto. L’area meno frequentata è il Giardino del Cavaliere, nella parte alta verso est, raggiungibile in circa venti minuti di cammino dall’ingresso principale. Orario invernale (novembre-febbraio): 8:15-16:30. Orario estivo (giugno-agosto): 8:15-19:30. Chiuso il primo e l’ultimo lunedì del mese. Biglietto singolo €10, incluso nel cumulativo di Palazzo Pitti.
Il Corridoio Vasariano: cinque mesi per collegare due palazzi
Nel 1565 Cosimo I ordinò a Giorgio Vasari di progettare un passaggio sopraelevato che collegasse Palazzo Vecchio, sede del governo, con il nuovo Palazzo Pitti attraverso il Ponte Vecchio. Il cantiere durò cinque mesi e mezzo, dal 12 marzo al 20 agosto 1565, per essere pronto in tempo per le nozze di Francesco de’ Medici con Giovanna d’Austria.
Il corridoio misura 760 metri di lunghezza, attraversa il Ponte Vecchio sopraelevandosi sulle botteghe orafe (i gioiellieri sostituirono i macellai nel 1593 per ordine di Ferdinando I, che non voleva odori durante le sue passeggiate), ed entra in Palazzo Pitti dal lato est. È forato da finestre irregolari che danno sul fiume e sulle strade sottostanti.
Ospitò per secoli una parte dell’immenso patrimonio artistico mediceo. Oggi il Corridoio è chiuso al pubblico da diversi anni per restauro strutturale. Il progetto di riapertura è stato più volte rinviato; al 2026 non esiste ancora una data definitiva.
L’eredità istituzionale: il testamento di Anna Maria Luisa
La dinastia medicea si estinse in linea maschile nel 1737 con la morte di Gian Gastone, senza eredi diretti. La Toscana passò ai Lorena-Asburgo per accordo internazionale. L’unica superstite della famiglia fu Anna Maria Luisa (1667-1743), sorella di Gian Gastone, che aveva sposato il Principe Elettore del Palatinato Johann Wilhelm.
Nel 1737 Anna Maria Luisa firmò il Patto di Famiglia con i nuovi sovrani lorenesi: cedeva tutti i beni immobili e le collezioni d’arte della famiglia, ma imponeva che non fossero mai portati fuori dalla Toscana e fossero resi accessibili al pubblico. Questa clausola, tecnicamente un vincolo privatistico, è la ragione per cui Firenze conserva ancora oggi le opere degli Uffizi, di Palazzo Pitti e del Bargello invece di vederle disperse nelle corti europee come avvenne per la maggior parte delle grandi raccolte italiane.
Anna Maria Luisa morì nel 1743. Il suo monumento funebre si trova nella Cappella dei Principi di San Lorenzo, il mausoleo mediceo che lei stessa contribuì a finanziare negli ultimi anni di vita.
Dove soggiornare
Da Via Pisana 191, dove si trova De’ Medici, Palazzo Pitti si raggiunge in circa dodici minuti a piedi costeggiando il Giardino Torrigiani e attraversando Piazza Tasso verso Porta Romana, un percorso che attraversa strade secondarie dell’Oltrarno quasi prive di traffico turistico fino all’ingresso della piazza.